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LA CITTA’ METROPOLITANA IN VENETO: UN’ASSE PADOVA-VENEZIA-TREVISO. ANCHE VICENZA COLLEGATA. VERONA HA UNA SUA AREA SPECIFICA, BELLUNO POTREBBE ESSERE A COMPLETAMENTO. ROVIGO AFFERISCE ALL’EMILIA ROMAGNA
Il Convegno di oggi svela la Città Metropolitana del Veneto identificata dalla FOIV, ad un anno dall’entrata in vigore della Legge Delrio.
L’occasione di incontro con i candidati governatore del Veneto e i candidati sindaco del Comune di Venezia è stata fruttuosa nel portare alla attenzione della politica le reali esigenze del territorio. Gli ingegneri si mettono a disposizione delle future amministrazioni.
MORETTI: coraggio di cambiare e rompere gli schemi della politica.
BERTI: la città metropolitana deve partire dai cittadini.
COMUNICATO STAMPA (Venezia, 10 aprile 2015)
Una cartina ben diversa è quella che si è delineata oggi a conclusione del Convegno dal titolo LA CITTA’ METROPOLITANA VENETA. IL CONTRIBUTO DEGLI INGEGNERI, svoltosi a Mestre all’Hotel Laguna Palace.
Gli ingegneri della FOIV, Federazione Regionale Ordini degli Ingegneri del Veneto, hanno proposto ai futuri governatori della Regione presenti, ALESSANDRA MORETTI per il PD e JACOPO BERTI per il Movimento 5 Stelle, e ai candidati sindaco di Venezia intervenuti, LUIGI BRUGNARO di “Luigi Brugnaro per Venezia”, GIAN ANGELO BELLATI di “Coesione Popolare”, FRANCESCA ZACCARIOTTO per “Venezia Domani, lo studio durato oltre un anno, condotto da un gruppo di lavoro che ha raccolto professionisti in rappresentanza dei sette Ordini provinciali, che ha delineato con precisione una Città Metropolitana Veneta molto diversa dalla Città Metropolitana di Venezia identificata con la Legge n. 56 del 7 aprile, meglio nota come Legge Delrio.
«Stante la definizione di Città Metropolitana, con la quale si indica un’ampia area urbanizzata e densamente popolata, costituita da un centro – la città principale -, e da una serie di aggregati urbani e di insediamenti produttivi che si relazionano in maniera intensa e permanente con il centro – spiega Gian Pietro Napol presidente Regionale della FOIV – analizzando il territorio veneto ci siamo trovati dinanzi ad una situazione molto diversa.Il territorio veneto è infatti caratterizzato dal policentrismo, cosa che ha creato non poca difficoltà all’analista nell’individuare una città metropolitana veneta specifica. Noi abbiamo analizzato alcuni parametri, quali i lunghi tempi di percorrenza da un centro all’altro – per motivi di lavoro, di studio o altro – nonostante chilometricamente si parli di distanze relative, tra 40 e i 50 chilometri di media, e abbiamo fatto una prima mappatura. Abbiamo inoltre studiato e considerato altri parametri: l’assetto infrastrutturale, la densità di popolazione per chilometro quadrato, la rete dei servizi sanitari, gli aspetti occupazionali e il prodotto interno lordo delle nostre realtà. Mettendo tutto insieme abbiamo individuato un modello di sviluppo da proporre a chi spetterà prendere le decisioni che riguarderanno la collettività».
Questo il motivo del Convegno che è stato, prima di tutto, occasione per incontrare i futuri governatori della Regione e i candidati sindaco di Venezia, il cui eletto sarà anche Sindaco della Città Metropolitana.
Il risultato dell’analisi delinea quindi non una città circoscritta ai confini della provincia di Venezia, come stabilito dalla Legge Delrio, ma un panorama molto più complesso e articolato.
«Dalla nostra analisi, la Città Metropolitana Veneta copre un asse specifico nel quale Padova e Venezia sono in stretta relazione, sono quasi un duopolio – spiega Napol – con spostamenti da Venezia verso Padova. Dai risultati della nostra ricerca Padova sarebbe il principale polo attrattore per la presenza dell’università e del polo sanitario di eccezione, ma il brand di Venezia a nostro avviso è prioritario. Nel contempo vediamo anche la realtà di Treviso in stretta relazione con Venezia e Vicenza affine a Padova. Verona rappresenta una seconda asse che si relaziona più con Brescia; la provincia di Belluno, provincia di montagna con una sua identità precisa può porsi a completamento della Città Metropolitana Veneta. Rovigo invece tende a relazionarsi con Verona e con Padova, ma afferisce maggiormente a Ferrara e a tutta l’Emilia Romagna. Insomma grazie al nostro studio abbiamo identificato un qualcosa che assomiglia alla Pa-Tre-Ve a cui appunto si aggiungono in parte Vicenza e in parte Verona».
LA PROPOSTA DELLA FOIV: SIAMO A DISPOSIZIONE DELLA CLASSE POLITICA E DELLE AMMINISTRAZIONI LOCALI
La proposta che la FOIV ha presentato ai candidati governatore del Veneto e ai candidati Sindaco di Venezia è chiara: «Presentiamo il nostro studio e lo mettiamo a completa disposizione delle amministrazioni e di quanti sono chiamati a fare delle scelte per la collettività – precisa Gian Pietro Napol – allo stesso modo in cui noi ingegneri, come categoria, ci mettiamo a disposizione. Siamo tecnici con competenze specifiche per conoscere e affrontare le problematiche relative al territorio. Siamo anche categoria fortemente interessata ad un dialogo con la classe politica perché per noi, Città Metropolitana Veneta significa anche mettersi a confronto e in competizione con altre realtà a livello europeo e internazionale.
Con questo Convegno abbiamo voluto sottolineare l’esigenza degli ingegneri veneti di evidenziare e riflettere attentamente sui contenuti tecnici e scientifici della città metropolitana.
Come ingegneri – conclude Napol – riteniamo che proprio i politici/amministratori – e in primis i candidati governatori che ci hanno dimostrato indubbio interesse e che ringraziamo per essere intervenuti oggi – debbano inevitabilmente porsi quali principali cerniere di interconnessione fra le soluzioni tecnico-scientifiche e la società. La loro opera di comprensione e di decisione sarà pertanto fondamentale per il corretto ed opportuno funzionamento della Città Metropolitana Veneta.
LA RISPOSTA DEI FUTURI AMMINISTRATORI
Si deve avere coraggio – risponde ALESSANDRA MORETTI del PD agli ingegneri che chiedono alla classe politica di non esitare –. La classe politica deve essere determinata a promuovere il cambiamento e il rinnovamento. Tutti, sia i politici che gli amministratori che i cittadini stessi, devono avere coraggio di rompere gli schemi. La politica ultimamente ha poco co-pianificato e co-progettato. La nuova classe dirigente deve saper cogliere questa sfida: rompere certi schemi conservatori anche se ciò significa “pestare i piedi” a qualcuno. La città metropolitana riduce la dispersione di risorse e capitali, favorisce la competitività con l’esterno, attira talenti. Dobbiamo avere il coraggio di misurarci a livello internazionale, aprendoci ai flussi e adattandoci agli standard europei. Siamo anche a favore della Smart City quale costruzione di aree metropolitane per la razionalizzazione dei servizi e per aumentare l’efficienza del territorio. Basti pensare, ad esempio, al collegamento ferroviario con gli aeroporti. In Veneto abbiamo aree completamente scollegate: ci sono cinque patrimoni Unesco, ma ad oggi non esiste un pacchetto turistico integrato.
La genesi della Città Metropolitana parte dall’aggregazione dei comuni che decidono di unirsi – afferma JACOPO BERTI del Movimento 5 Stelle –. la Città Metropolitana non deve essere un concetto imposto dall’altro, come ratificato con la Legge Delrio. È opportuno parlare di aree più estese. Sono i cittadini che devono volere la città metropolitana che deve tradursi in una armonica fusione di province e di comuni. È un processo che deve partire dal basso. Prima di parlare di grandi opere dobbiamo portare il Veneto ad un livello superiore, ad esempio investendo nella Banda larga e predisponendo una rete capillare di trasporti.
Per informazioni:
Federazione degli Ordini degli Ingegneri del Veneto
Segreteria Regionale: tel. 041.5093400; E-mail: segreteria@foiv.it
Ufficio Stampa:
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